Il blog dell'Affresco | IL BISTICCIO TRA L’AFFRESCO E L’ACQUERELLO
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IL BISTICCIO TRA L’AFFRESCO E L’ACQUERELLO

Il Giudizio universale, affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina

16 ago IL BISTICCIO TRA L’AFFRESCO E L’ACQUERELLO

C’era una volta un acquerello che viveva appeso di fronte ad una grande parete affrescata e deciso nel far guerra con il rivale, cominciò a borbottare: “Ehi tu affresco non credere di essere il re della stanza perché la gente appena entra ti guarda a bocca aperta esclamando: “Che meraviglia!” e poi si rivolge a me dicendo “Che carino!””.
Devi sapere caro affresco che il mio artista mi realizzò con dei materiali particolari, usando dei passaggi e metodi non semplici a dirsi e a farsi; mi spiego meglio e “cara la mia parete di fronte” apri le orecchie: “il mio corpo è la carta, non certo la cartaccia semplice, sottile, ma una cellulosa raffinata, compatta, morbida e bianca al punto da assorbire il colore (il mio vestito) e sfruttare, come chiaro e luce, il mio corpo bianco. Il mio pittore con la spugna imbevuta d’acqua, ha bagnato la carta in modo che il colore si espandesse per ottenere effetti particolari, morbidi”.
Il Giudizio universale, affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina

Il Giudizio universale, affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina

Rispose l’affresco: “Il mio corpo, la parete, è composto di calce e sabbia: una calce scelta di prima qualità, grassa, untuosa e invecchiata; la sabbia di fiume setacciata e lavata. Anche il mio corpo (parete) deve assorbire il colore e il pittore mi bagna con acqua per dipingere con scioltezza e non farmi seccare; la calce si fisserà i colori che diventeranno brillanti e luminosi”.
Ribatté l’acquerello: “I miei colori vengono sciolti con acqua e messi con pennelli morbidissimi, vellutati. Sai caro affresco, sono un dipinto prezioso”.
Rispose l’affresco: “Pensi forse di essere unico in tutto ciò? I miei colori sono polveri pure sciolte con acqua, una parte di pennelli è di setola, altri per le velature sono morbidi, diciamo come i tuoi”.
Esclamò l’acquerello: “Ora ti stupirò! Se un pittore non è esperto, o meglio, non ha molta esperienza, non mi può realizzare, perché se sbaglia una stesura di colore non la può né cancellare né correggere perché la carta, assorbendo la tinta la blocca e fissa. Quindi bisogna essere sicuri e precisi. Vedi che belle macchie di colore! Che freschezza di stesura! La luce emana dal foglio bianco: non ci sono pentimenti”.
Albrecht Dürer, Cortile del castello di Innsbruck, 1494, acquerello, Vienna, Albertina

Albrecht Dürer, Cortile del castello di Innsbruck, 1494, acquerello, Vienna, Albertina

Replicò l’affresco: “Se continui con questo tono di sfida ti stacco il chiodo dove sei appeso! Mi stai togliendo le parole di bocca! Anche il mio muro assorbe e blocca il colore e dopo poco tempo con la partenza della carbonatazione fissa subito la stesura del pigmento. Il pittore non può mettere troppi colori sovrapponendoli (in giornata) ma deve controllare con sicurezza il tempo di stesura e la quantità. Quindi bisogna avere:
1) decisione
2) abilità
3) velocità.
Il risultato sono macchie morbide, armoniose, trasparenti e luminose”.
Dopo questo battibecco serrato fra i due contendenti, regnò un lungo silenzio. Prese la parola l’affresco: “Caro acquerello mettiamo le carte in tavola, noi abbiamo molte cose in comune quindi la sola differenza, oltre alla materia carta o muro, è la grandezza. A noi basta rendere felici i n ostri spettatori, d’altronde senza noi che fredda stanza sarebbe”.
1Comment
  • lucia schiavone
    Posted at 13:13h, 27 maggio

    sono un autodidatta sessantenne pensionata, insegnavo lettre alle medie, ho sempre amato l’arte e seguire lezioni sui grandi, acquerello è una mia passione, il quadro ha una luce naturale, eseguito con grade tecnica.

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