Il blog dell'Affresco | IL FUTURO DELL’AFFRESCO, TRA MESTIERE E FORMAZIONE - Estratto dell’intervista ad Alberto Mariani, ospite di RTB Network per raccontare la realtà di Mariani Affreschi e quale futuro immaginiamo nel mondo dell’affresco.
Estratto dell’intervista ad Alberto Mariani, ospite di RTB Network per raccontare la realtà di Mariani Affreschi e quale futuro immaginiamo nel mondo dell’affresco.
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IL FUTURO DELL’AFFRESCO, TRA MESTIERE E FORMAZIONE

10 apr IL FUTURO DELL’AFFRESCO, TRA MESTIERE E FORMAZIONE

Con nostra soddisfazione, siamo stati invitati da RTB Network Television durante il Tg pomeridiano per raccontare la realtà di Mariani Affreschi e quale futuro immaginiamo per il mondo dell’affresco. Per gentile concessione della rete televisiva, condividiamo con voi l’estratto dell’intervista ad Alberto Mariani, riportando di seguito la conversazione con la giornalista che lo ha intervistato in studio.

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G. (Giornalista): Oggi vi parliamo di un’arte antica, quella degli affreschi, che grazie all’impegno di pochissime aziende in Italia riesce ancora ad andare avanti ed a trovare una collocazione all’interno dei nostri giorni. Lo facciamo con Alberto Mariani, titolare dell’azienda Mariani Affreschi che ha sede proprio qui, a Brescia. L’affresco è una tecnica antica che spesso associamo a chiese o dimore patrizie. La domanda è questa: c’è ancora posto oggi per gli affreschi?
M. (Alberto Mariani): Certamente c’è posto per gli affreschi. E’ una tecnica tra le più antiche che la storia dell’arte ci porta. La difficoltà però oggi è avere mezzi e formazione per poter affrescare come si faceva nel Rinascimento. Questo metodo purtroppo sta venendo abbandonato perché molto laborioso e particolare; sentiamo la responsabilità di riportarlo all’importanza che ha sempre avuto.
G.: In che Paesi lavorate?
M.: Lavoriamo in tutto il mondo. In Italia, ovviamente, in Medio Oriente, Asia e Stati Uniti come zone principali.
G.: C’è più richiesta in Italia o nei Paesi che mi ha citato Lei?
M.: Sono richieste diverse, perché l’Italia va verso uno stile più contemporaneo, mentre in Asia e Medio Oriente c’è una richiesta più classica come genere. Però la tecnica alla base utilizzata è sempre la stessa.
G.: Mi verrebbe da dire che oggi la tecnica dell’affresco non si insegna praticamente più. Cosa vi proponete con la vostra Academy?
M.: Ci proponiamo di formare nuove generazioni di affrescatori che possano contribuire alla diffusione di questa tecnica, che sempre di più –purtroppo- è competenza di pochi, perché c’è una certa mancanza di formazione nelle scuole d’arte stesse. Quello che noi vogliamo proporci non è sostituirci alle scuole, ovviamente, ma offrire una formazione molto pratica, molto tecnica, grazie al nostro laboratorio che è strutturato per la realizzazione di affreschi, mentre invece le scuole sono più per una formazione teorica. Ci proponiamo di offrire corsi specialistici per affrescatori.
G.: Se Lei è d’accordo manderei in onda un video che spiega il lavoro che fate all’interno dell’Academy.
A.: Certo.

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G.: In questo video abbiamo visto la realizzazione di un affresco. Abbiamo però anche parlato di “strappo”, perché giustamente portare un affresco in Asia o in altri Paesi sarebbe fisicamente impossibile. In cosa consiste lo “strappo” che permette di poter realizzare in modo ottimale un affresco in un’altra parte del mondo?
M.: Lo “strappo” d’affresco è una tecnica inventata nell’Ottocento e consiste nell’asportare la pellicola murale dal muro trasferendola su una tela. E’ una tecnica che nasce in ambito di restauro e conservazione dei beni; noi la utilizziamo per gli affreschi che realizziamo nel nostro laboratorio al fine di poterli trasferire, spedire ad un cliente. Lo “strappo” permette di mantenere l’autenticità della tecnica dell’affresco, perché “affresco” significa appunto dipingere con terre naturali su intonaco fresco, con un processo chimico detto “carbonatazione” che permette ai colori di cristallizzarsi. Eseguita questa tecnica, il modo per poter consegnare (un affresco) a un cliente che dista da noi anche migliaia di chilometri è trasferirlo su una tela. Questo è lo strappo d’affresco.
G.: Le faccio un’ultima domanda. So che tra i vostri obiettivi c’è qualcosa in più: creare un polo culturale e artistico di scambio e confronto. Che cosa significa?
M.: Significa portare come nostro punto focale la figura dell’artista; vogliamo essere un laboratorio “degli artisti”. La nostra natura commerciale continua ed è instradata, ed ha già una sua ramificazione in tutto il mondo. Quello che vogliamo fare oggi è creare un lato culturale dell’azienda, dove si fa formazione, dove ci si confronta, dove c’è un apporto anche di nuovi artisti, utilizzando la struttura del nostro laboratorio, che ha una organizzazione veramente unica nel suo settore. In questo senso vogliamo portare al primo posto gli artisti, dare loro la possibilità di contribuire e portare la loro esperienza; di venire, formarsi e acquisire quell’esperienza nel campo dell’affresco, perché questa è nostra specializzazione. Non vogliamo andare oltre … noi vogliamo fare affreschi e allargare sempre di più questa conoscenza.
G.: Grazie Alberto Mariani per essere stato con noi oggi.
M.: Grazie a voi.

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